“mi manca l’aria” – geox [emozionale]

Scena: Vediamo una donna ripetere ritmicamente dei gesti senza senso in casa, come in stato confusionale, come se avesse perso l’orientamento. Ogni tanto va a un tavolo e si annota dei pensieri.

Voce fuori campo: Mi ha detto che sono una stupida e che faccio meglio a fidarmi di lui, da sola non sarò mai in grado di combinare niente. Mi manca l’ara.

Voce fuori campo: Gli ho preparato la cena ma ho dimenticato di comprare l’acqua e allora mi ha urlato addosso. Sono scesa a comprarla. Non respiro molto bene oggi.

Voce fuori campo: Stasera è tornato a casa ubriaco e mi ha messo una mano sul collo quando non gli ho dato ragione. Stavo soffocando ma non so se gli importava.
Scena finale in cui la donna di scatto si alza dalla scrivania, prende si infila le scarpe Geox, esce di casa correndo tra i boschi. Primo piano sul viso della donna. I rumori della città sono ovattati, un respiro profondo precede fondo grigio con scritta bianca: Geox è vicino a tutte le donne che non sono libere di respirare.


“La gabbia: il mondo non respira” – geox [emozionale]

Scena 1) In una città piena di cemento o di terra arida escono dalle zolle del terreno tanti fili rossi che si attorcigliano come gomitoli di lana  che cominciano ad avvolgere le case, gli alberi, le giacche e il collo delle persone che camminano per strada. Il maleficio dei gomitoli si diffonde a macchia d’olio. Il mondo è in gabbia.

Scena 2) Vediamo dei fili correre sui marciapiedi, si moltiplicano e si srotolano per le città. Ne vediamo uno in ospedale che avvolge la gola di Sara, neurochirurga di un ospedale importante. Suda, trema, sente come un peso sul petto, non respira. Si piega sulle ginocchia. “Sto per morire”, pensa.

Un secondo gomitolo si srotola, il filo raggiunge il corpo di un ragazzo afroamericano riverso a terra, e si avvolge stretto sulla sua gola. Un agente della polizia è sopra di lui e gli preme il ginocchio sul collo.

Voce fuori campo: 9 minuti e 29 secondi senza aria nei polmoni hanno fatto esalare l’ultimo respiro a George Floyd, nel 2020. “Non respiro” sono state le sue ultime parole.

Ultima scena:  il gomitolo prende di mira un uomo, si attorciglia a tutto il corpo, l’uomo si dimena, sembra stia per soffocare.


“Siamo fatti solo di carne” – Legambiente

Per una vita intensa non serve essere intensivi

Riduci il tuo consumo di carne a una volta ogni 15 giorni e scegli carne e uova rigorosamente non da allevamento intensivo.

one world – one planet

(Riproduzione modificata dell’opera American Gothic con il volto dell’uomo sostituito da una testa di cavallo.)


post instagtram – taffo funeral services

Secondo i dati dell’Agenzia dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, una donna su tre ha subito una qualche forma di abuso fisico dall’età di 15 anni, ma solo il 14% delle vittime denuncia le violenze subite. Il silenzio è scelto come unica possibilità per evitare di non essere prese sul serio e subire il fenomeno di «vittimizzazione secondaria». #25november

In Italia, quasi la metà dei lavoratori ha cambiato lavoro nell’ultimo anno o ha intenzione di farlo. E VOI? Poi non lamentatevi della fossa però. #1maggio #festadeilavoratori

Vi abbiamo visto in coda dal fioraio oggi! Vi siamo vicini. Buon San Valentino #valentineday